Il Coworking e l’Importanza di fare Rete

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Pubblicato il 26 giugno 2015 da Mirko Tarantelli nella categoria Comunicazione - Nessun commento
cooperazione tra aziende

Perché cooperare con aziende “rivali”?

L’Italia è una nazione che ha una attività lavorativa molto variegata, che si è trasformata con la  tecnologia negli anni, riducendo però quello che è il numero delle persone che lavorano all’interno di ogni singola attività produttiva.

Una volta in una azienda di medie dimensioni, esistevano molteplici figure professionali che permettevano di risolvere ogni problema, mentre oggi si deve ricorrere a personale esterno, che ovviamente non è a disposizione otto ore al giorno per cinque giorni alla settimana, ma solo per il tempo necessario a svolgere la funzione richiesta.

Ci sono però realtà che sono riuscite a fare rete e che proprio con questo strumento sono riuscite a diventare grandi, pur essendo singolarmente dei piccoli produttori: è l’esempio del parmigiano reggiano, dove chi lo produce sono per la maggioranza delle piccole aziende casearie, ma che sul mercato escono con un unico marchio, unica produzione e chi acquista questo ottimo prodotto, sa di acquistare un pezzo di parmigiano e non sa da dove è stato prodotto.

Questo metodo è un valido supporto per sviluppare business per tutte le realtà italiane, oltre a garantire un lavoro nel tempo, perché tutti contribuiscono per un unico obiettivo: la produzione di qualità di una delle eccellenze italiane!

I problemi del fare Rete

Molte aziende cercano di “soffocarsi” a vicenda facendosi guerra per primeggiare, quando invece unendo le forze potrebbero arrivare a mercati più importanti e guadagnare ulteriori fette di mercato, diventando sempre più leader del settore.

Le distanze con le nuove tecnologie possono essere superate, grazie all’ausilio di strumenti informatici di incontro come la videoconferenza, i cloud, ecc., quindi, per esempio, una azienda di Torino può fare coworking con una di Messina.

Molti dirigenti di azienda pensano che una torta divisa per più persone significa ridurre la propria quota, questo può non essere vero se le quote acquisite sono maggiori e se si sviluppa un business da leader.

Basti pensare al margine che aumenta, all’aumentare dell’acquisto di prodotti o servizi che occorrono per realizzare un manufatto o altro anche nelle forniture; se mi rivolgo ad un fornitore e gli chiedo diecimila pezzi, avrò un prezzo più alto che se ne chiedo un milione. Quindi anche nelle forniture, si può “strappare” un prezzo migliore e quello è parte del margine! Occorre sempre valutare questi aspetti oltre a quelli dove in lavori più grandi, sicuramente si ha un maggiore profitto.

Oggi in molte gare d’appalto le aziende eseguono le associazioni temporanee di impresa, dove realtà diverse convergono per realizzare un progetto o lavoro commissionato da un ente spesso pubblico: anche questo è un esempio di coworking, ma non deve essere fatto solo per un limitato periodo di tempo, ma continuamente.

Sicuramente in Italia la burocrazia è uno degli elementi che penalizza queste attività, come già abbiamo descritto qualche tempo fa in questo articolo sul fallimento dei contratti di Rete.

La collaborazione propositiva

Con il fare Rete, molte aziende possono incrementare il business, aumentando le competenze e gli skill professionali, massimizzando il lavoro e riducendo i vari problemi, senza pensare che avere risorse multidisciplinari permette di minimizzare i costi derivati da imprevisti e si massimizzano i profitti.

Come comportarsi allora? Innanzitutto quando si esegue un preventivo si conteggiano i lavori che ogni attore dovrà eseguire ed il relativo compenso, in maniera da capire subito l’impegno, il profitto e le forze da applicare per il risultato finale, ma l’obiettivo non dovrà essere quello di discutere sull’importanza di uno o altro compito, oppure con maggiore o minore importo, ma sarà quello di convergere tutti verso l’acquisizione del cliente, che dovrà essere soddisfatto e ricevere il lavoro nei tempi previsti, cercando di abbattere il prezzo rispetto alla concorrenza per risultare aggiudicatari della commessa.

Occorre sempre rispettare le tempistiche di ciascuna azienda, che sono diverse a seconda dei lavori da svolgere e necessariamente una volta terminata la propria quota parte, si dovrà passare “la palla” al collega dell’altra azienda senza che trascorrano giorni; per questo ci viene in aiuto il cronoprogramma delle attività, che rappresenta una scala temporale con le attività da svolgere, in maniera da capire quando ci toccherà il lavoro da compiere ed in quanti giorni deve essere svolto, così da rispettare i tempi previsti, senza avere tempi morti.

Perché fare coworking

Come descritto in questo articolo, unire le forze non solo è vantaggioso per i singoli, ma è importante per prendere lavoro che ogni azienda non avrebbe potuto avere e l’esempio del parmigiano è sicuramente lampante!

Solo con un lavoro intelligente di tutti gli attori che convergono verso il risultato finale, senza farsi guerra permette di mantenere livelli di produttività elevati.

Con questo metodo è possibile anche competere con realtà più grandi, specie se ci rivolgiamo verso mercati esteri, dove questo fenomeno è già molto sviluppato e dove le realtà aziendali sono più strutturate.

Un esempio di coworking e rete è proprio il nostro gruppo de Il Mio Business Online, dove vari professionisti con diverse attitudini, dislocati geograficamente in quattro zone diverse dell’Italia, collaborano per aiutare le aziende ad essere presenti online e sviluppare business inaspettati fino ad una decina di anni fa.

Tu, della collaborazione tra aziende e del coworking, offline od online, cosa ne pensi?

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