Il Consiglio che Vale per Tutti potrebbe Non Valere per il Tuo Business

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Pubblicato il 30 giugno 2014 da Fabrizio Bianchi nella categoria Branding - Nessun commento
buzzwords

Ogni Business ha i suoi Trends

Ultimamente, offrendo un servizio di consulenza per una piccola azienda italiana che si vuole posizionare su Internet e internazionalizzare, mi sono scontrato con quello che poi ho realizzato essere uno dei comportamenti e “mindset” più diffusi tra chi per la prima volta si affaccia a tutte le opportunità offerte dal web.

Essendo internet per definizione l’ambiente di discussione su tutto ciò che riguarda il marketing, sin dagli albori è infarcito di quelle che gli anglosassoni definiscono buzzwords, le parole d’ordine del momento, le quali vengono assorbite a volte acriticamente, abbiano esse o no un valore.

Nel caso specifico, il mio cliente, produttore di articoli personalizzati per la corporate identity e per alcuni ambiti industriali, ha recepito una delle buzzword effettivamente rilevanti per il suo business, e-commerce, ma insieme a questa ha fatto passare due intrusi: Amazon ed eBay.

Il valore dell’unicità di un business

Non è difficile capire perché questi due nomi vengano facilmente associati all’e-commerce, ma se presi così acriticamente possono creare forti blocchi nel processo, altrimenti fluido, di posizionamento del proprio business su Internet.

Rifacendomi alla metafora riportata nel mio precedente articolo dov’è riferito il ruolo della condivisione per vendere maggiormente, Amazon e eBay rispondono all’esigenza della vetrina, in modo più che completo, con funzioni e soprattutto la capacità di attirare sguardi come nessun altro.

Ma le piattaforme di Amazon ed eBay non possono rispondere alle altre due esigenze che nel precedente articolo spiegai con l’attenzione al cliente e con la visita nel retrobottega: non permettono di instaurare un canale di comunicazione in cui il cliente possa mettere sul tavolo tutte le proprie esigenze e non permettono di costruire una narrativa del proprio business dalla quale traspaia la propria maestria o esperienza nel campo.

Ritornando al caso del mio cliente preso come esempio: i suoi prodotti devono rispondere a esigenze specifiche richieste da ogni singolo acquirente, sono di solito venduti in grossi volumi e il loro prezzo è più alto grazie ad una manifattura di qualità superiore i cui vantaggi possono richiedere ore per essere spiegati. Tutte queste caratteristiche del suo business non sono servite dalle due piattaforme di e-commerce di cui mi tesse, per sentito dire le lodi.

Inoltre è sbagliatissimo pensare che gli acquisti siano i soli elementi misurabili con gli strumenti forniti dal web: con Google Analytics e Adwords ad esempio si possono monitorare molti altri tipi di conversioni, come iscrizioni a newsletter e riempimento di moduli di contatto ad esempio, e attribuire loro anche un valore economico per riuscire poi a valutare il ROI.

La lezione da portare a casa è: aprite bene le orecchie e carpite le buzzword del momento, non siate timidi nel chiederne il significato, in modo da costruirvi un vero e proprio glossario, ma poi applicate sempre un approccio scientifico all’analisi delle loro potenzialità e, per favore, ascoltate chi, invece di infarcire i propri discorsi con le suddette buzzword, ne prende una e la disseziona per voi.

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