Portare la Propria Impresa sul Web: la Tutela del Brand

Home » Legge Online » Portare la Propria Impresa sul Web: la Tutela del Brand

Pubblicato il 04 luglio 2014 da Francesco Paternostro nella categoria Legge su Internet - Nessun commento

Portare oggi la propria attività d’impresa (il proprio business) sul web è cosa piuttosto semplice: con investimenti relativamente modesti e, in alcuni casi, anche senza conoscenze tecniche particolari, è possibile “apparire” ad una platea sterminata di potenziali clienti.

tutela-brand

Il tuo Brand e Marchio Online


Tuttavia, accanto a questo aspetto sicuramente allettante bisogna considerare il rovescio della medaglia: accanto ad uno sterminato numero di potenziali clienti infatti, saremo visibili ad uno sterminato numero di concorrenti (nella stragrande maggioranza dei casi ligi alle regole… ma non sempre).

Ecco quindi l’esigenza di mantenere e garantire, per quanto possibile, già dalla fase della semplice idea della nostra presenza sul web, l’unicità e la distinguibilità della nostra attività cioè del nostro brand. In questo senso dobbiamo quindi disporre di alcune informazioni (che per alcuni saranno scontate) utili che poi potremo decidere di sfruttare o meno!

Andiamo sul pratico e sviluppiamo l’ipotesi in cui Giuseppe, piccolo imprenditore nel settore della produzione di mobili in legno, voglia proporre i suoi prodotti sul web… voglia portare il suo brand on line.

Cosa identifica un Brand

In effetti, sotto il profilo giuridico della distinzione, Giuseppe è già “unico”…. per l’ordinamento italiano (ma anche europeo) Giuseppe può essere identificato attraverso:

  • La ditta: cioè il nome sotto il quale l’impresa individuale viene esercitata e potrebbe essere “Mobili in legno di Giuseppe Rossi”;
  • La ragione sociale o denominazione sociale: che equivale alla distinzione dell’attività d’impresa svolta in forma collettiva e potrebbe essere “Mobili in legno Società a responsabilità limitata”;
  • Il marchio: cioè l’elemento distintivo del prodotto frutto dell’attività d’impresa che potrà essere composto tanto da una particolare denominazione, da un segno grafico o da un mix di entrambi gli elementi;
  • L’insegna: che non è altro che l’elemento (che può essere composto dalla combinazione degli elementi precedenti) che contraddistingue il luogo fisico dove l’attività d’impresa viene svolta.

Giuseppe decide quindi di intraprendere la “strada del web”…. dovrà registrare un nome dominio che possiamo paragonare – nella forma più semplice – all’insegna composta dalla ditta o dalla ragione/denominazione sociale: www mobili-giuseppe-rossi. it o www. mobili-rossi-srl. it possono essere due buoni esempi.

In questo caso la tutela del carattere distintivo del nome dominio (ditta, ragione o denominazione sociale) è immediata: non si può registrare un nome dominio relativo ad uno di questi elementi a meno di non esserne il titolare.

Differenza tra brand e marchio

Nel caso in cui Giuseppe voglia invece proporsi al web con un nome dominio corrispondente al proprio marchio le cose cambiano. In questo caso Giuseppe dovrà per prima cosa registrare il proprio marchio (cioè l’elemento che contraddistingue il suo prodotto) presso la Camera di Commercio di appartenenza oppure presentando apposita domanda presso l‘Ufficio Italiano Brevetti e Marchi assicurandosi prima che:

  • Il marchio sia conforme alla legge italiana (comunitaria o dei singoli Stati dove si vuole estendere la tutela), di facile distinguibilità, leggibilità e che non presenti connotazioni negative;
  • Verificare la disponibilità del corrispondente nome dominio nel caso in cui il marchio contenga elementi testuali;
  • Effettuare la così detta ricerca di anteriorità, cioè verificare che nessuno prima di lui abbia proposto domanda di registrazione per un marchio identico o tale da generare confusione nel pubblico dei consumatori.

Ottenuta la registrazione del marchio, Giuseppe potrà “andare on-line” con il massimo delle garanzie potendo attivare tutti gli strumenti previsti dalla normativa vigente in materia di assistenza su violazioni di diritti di proprietà intellettuale al fine di consentire l’attivazione di procedure di contrasto a livello sia nazionale sia internazionale anche nell’ambito dei rapporti di collaborazione con le competenti istituzioni straniere e vedere tutela la propria “unicità”!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.