Rete di Imprese, Dove Fallisce “Contratti di Rete”

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Pubblicato il 27 febbraio 2015 da Yuri Carlenzoli nella categoria Comunicazione - Nessun commento

Ecco dove fallisce “Contratti di Rete“, il coworking italiano per le aziende, ufficiale, sponsorizzato come se fosse chissà cosa invece anche quello è pieno di burocrazia.

contratti di rete

I contratti di rete veri si fanno con la rete

Non solamente per questo sito web, anche per interesse personale e per passione cerco di stare sempre aggiornato riguardo le novità ufficiali ed ufficiose che accadono in Italia ed all’estero riguardanti il business online ed i modelli utilizzati per farlo, non molto tempo fa sono venuto a conoscenza di Contratti di Rete, che, seppur venga presentato come un progetto con un elevato tasso di innovazione, collaborazione e quant’altro a tutti gli effetti è il solito vecchio modello pieno di burocrazia, quindi è un modello lontano dall’innovativo ovvero un fallimento in partenza a mio avviso, è passato e non futuro.

In questo articolo però non farò critiche, ne ho già fatte abbastanza, cercherò di farti capire che la vera utilità di internet per un business, piccolo o grande che sia, è un’altra cosa, molto più concreta ed anche semplice.

Serve il modello, il nome non basta

Anche se fare qualcosa è meglio che non fare niente ed un primo passo “non può” essere imputabile come sbagliato, non si possono, per rispettare l’intelligenza delle persone, fare cose di qualsiasi tipo e poi non mantenere quanto promesso, l’esempio più banale ma allo stesso tempo reale potrebbe essere questo articolo: non potrei dire “perché non va bene” senza spiegarne il motivo e senza introdurne le alternative.

Il più grande fallimento di “contratti di rete”, seppur esso venga utilizzato da aziende, quindi un po è funzionante, è l’approccio con la vecchia mentalità, molto probabilmente le aziende hanno alle loro spalle dei leader che non sono giovanissimi e che non posseggono la vera conoscenza della rete e delle sue dinamiche. Senza però fare differenze generazionali, anche se per l’innovazione sarebbero opportune, il modello che dovrebbe seguire “Contratti di Rete” dovrebbe essere il modello di internet.

Online, su internet, possono avvenire ed avvengono cambiamenti velocissimi, anche da parte dei consumatori, quindi anche per le aziende, un contratto di rete non può essere basato su un contratto di vecchio tipo, statico, quelli sono “i vecchi contratti” che si facevano quando praticamente la totalità del lavoro era indotto industriale, l’innovazione non è essere legati ad altre aziende, anche se effettivamente è utile avere dei partners bisogna competere sul mercato globale tramite internet.

Predisposizione per internet e conoscenza delle tematiche del web

Effettivamente fino adesso ti ho detto chiaramente perché certi aspetti di “contratti di rete” non sono assolutamente innovazione ma ho solo fatto intendere cosa fare per migliorare il modello, ebbene, una via assoluta da seguire può non esserci, sicuramente dev’esserci la predisposizione per l’utilizzo di internet e delle tematiche del web anche in campo business.

Gli strumenti per fare “contratti di rete” veri e propri anche senza dover creare un fondo comune, richiedere un nuovo numero di partita IVA, compilare modelli astrusi, firmare carta, essere legati, ecc. ecc. (cose richieste da “contratti di rete”) ci sono, la PEC può essere l’esempio più lampante, un contratto con un valore legale lo si può fare, pagamenti online si fanno in pochi minuti, e, per mettersi d’accordo ed interagire a distanza basta fare la videoconferenza, ovviamente ci si può vedere anche di persona però in questo articolo ti sto dicendo che può essere superfluo, la rete toglie questi inconvenienti.

Per fare quanto appena scritto però devi innanzitutto avere un minimo conoscenza degli strumenti che ti saranno necessari e poi adottare una mentalità che si predisponga alla collaborazione, in pratica ti servirà solamente:

  • Un computer ed una connessione ad internet, a banda larga è essenziale per la videoconferenza;
  • Dimestichezza con applicazioni come Skype o gli Hangouts di Google;
  • Una casella di posta elettronica certificata (PEC), comunque già indispensabile per qualsiasi azienda;
  • Fiducia delle persone e di internet.

Sicuramente l’ultimo punto sarà il maggiore ostacolo anche vista la mentalità che c’è in Italia, sopratutto nelle piccole realtà, però è molto semplice abbattere la sfiducia, basta premunirsi, c’è la PEC, ci sarà il contratto firmato ed un minimo d’intelligenza per non credere a “venditori di fumo” in pratica sono le uniche cose che ti serviranno.

Cosa manca?, le aziende con cui fare i contratti!

Questo sarebbe, a mio avviso, il compito ideale di “contratti di rete”, un luogo ufficiale come l’ufficio di collocamento però che mette in contatto le aziende, poi si possono arrangiare i player a farsi i loro contratti. Purtroppo non succede ma non è la fine del mondo, anche in questo caso dovrai avere la predisposizione ad internet.

Sicuramente all’inizio non è semplice cambiare mentalità, anche solamente modificarla per avere più propensione per l’utilizzo di strumenti tecnologici, però, la riduzione od anche il debellamento di rappresentanti, di spese ormai inutili e la comodità è imparagonabile, ragionandoci bene ed obbiettivamente riguardo tutti gli aspetti positivi e negativi ti convincerai che il mezzo ha delle potenzialità imparagonabili.

In pratica?, piuttosto che affidarti a siti terzi, anche istituzionali, che dicono belle parole riguardanti internet e l’innovazione ma fanno tutto troppo complesso abbi tu stesso/a la padronanza del mezzo di comunicazione (e marketing), è più semplice di quanto fanno credere innovare, e innovazione non vuol dire necessariamente un grande investimento.

Nota finale:

L’utilità di questo sito non è presente solo in articoli come questo, sperando che piaccia ma sopratutto che sia utile a qualcuno, un opportunità purtroppo per ora non sfruttata da aziende per utilizzare la rete per fare business tra imprese è la directory di aziende reali e non di siti internet, ti permetterebbe d’instaurare una domanda/offerta direttamente online, a costo zero, e, se fai una bella presentazione della tua attività, unica, utile e non scontata saresti tra le prime pagine dei motori di ricerca, così come lo sono le aziende fin’ora presenti.

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