Scelta del Backup dei Files: Cloud od Hard Disk?

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Pubblicato il 13 luglio 2014 da Mirko Tarantelli nella categoria Cloud - Nessun commento

come scegliere il backup dei files
Fino a qualche tempo fa siamo stati abituati ad eseguire il backup dei files dei nostri PC e server solo e direttamente in locale, su appositi hard disk dedicati, in modalità manuale spostando i dati interessati da un’unità all’altra, oppure mediante appositi software che automatizzavano il processo, dopo aver scelto opportunamente quali risorse salvare e dopo aver pianificato l’ora ed il giorno del salvataggio.

Tutto questo fino a quando qualche anno fa, ora è entrato in scena il famoso Cloud o nuvola, come spesso viene definito dagli italiani, che rappresenta uno spazio dedicato e gestito per la maggior parte da providers che dispongono di hosting per l’archiviazione di dati in modalità privata, pubblica o ibrida.

Nel cloud privato, i dati archiviati sono personali e non resi disponibili a persone non autenticate dal provider, nel secondo caso è l’esatto contrario, mentre nell’ibrido c’è un “merge” tra le due scelte.

Sicurezza e riservatezza dei dati aziendali

Il livello di sicurezza dei servizi Cloud, è personalizzabile a seconda della tipologia prescelta ed ogni gestore del servizio mette a disposizione eventuali pacchetti opzionali per ogni necessità. Certamente, tutto ciò che è virtuale non garantisce (la riservatezza) quanto un hard disk custodito nel nostro ufficio, sempre che non venga rubato!

La tecnologia è sempre uno strumento che occorre utilizzare al meglio e con coscienza; solo così si avrà il massimo risultato, con il minimo rischio.

Una azienda pertanto ha diverse scelte di backup, molto dipende da cosa si occupa e tutti i tipi di storage possono offrire scenari utili per chiunque. Vediamo quali sono i pro ed i contro di ciascuna scelta.

Vantaggi e svantaggi dei sistemi di backup, locale ed in cloud

I vantaggi del backup e storage su hard disk fissi sono sicuramente riconducibili alla maggiore sicurezza fisica (a meno del furto), dalla possibilità di avere la risorsa disponibile senza avere una connessione internet, dalla velocità di esecuzione dei backup, visto che è possibile eseguirlo in rete LAN per quei dispositivi dotati della porta ethernet, oppure identicamente rapidi con le USB 3.0 o 3.1 che hanno una “velocità” fino a 10Gbps per la versione più recente e di 5Gbps per il 3.0.

Lo svantaggio principale dello storage locale è quello di non poter eseguire il salvataggio ovunque, senza che non si porti dietro l’hard disk e soprattutto non si può avere un dato archiviato in qualsiasi momento, visto che di norma il disco fisso di backup non viene portato sempre dietro.

Un altro punto a suo sfavore è che molte aziende, specialmente quelle di piccole dimensioni e non ancora perfettamente strutturate, non dispongono di sistemi di doppio backup (su due memorie distinte) o di un sistema RAID configurato, per ovviare ad eventuali malfunzionamenti dei dispositivi di memoria di massa e pertanto se il supporto si rovinasse, sicuramente non si riuscirebbero a recuperare i dati, a meno che non venga eseguito un ripristino da aziende del settore forense e di recupero dati, che spesso recuperano solo parzialmente le informazioni e non la loro totalità, specialmente se il supporto è rotto fisicamente.

Infine per quanto riguarda il costo, sicuramente un sistema di archiviazione locale ha un costo poco flessibile, in quanto occorre acquistare subito il supporto di memorizzazione e successivamente utilizzarlo, senza conoscere gli eventuali sviluppi ed utilizzi futuri.

Per quanto concerne i vantaggi dei sistemi cloud, c’è l’ubiquità di utilizzo, infatti basta avere una connessione ad internet, per poter archiviare o recuperare i files in maniera semplice, da qualsiasi parte del globo.

L’unico neo del backup in cloud è il solito collo di bottiglia sulla velocità di trasmissione dei dati, che limita il bit rate sia in upload, che in download, pertanto è fondamentale per le aziende più strutturate avere un collegamento ad una rete informatica consono e che possibilmente sia dedicato.

Proprio questo ultimo aspetto è fondamentale, in quanto la banda disponibile della linea ADSL per esempio può venire occupata totalmente dal salvataggio dei dati. Questo particolare è sicuramente da considerare, anche se esistono degli automatismi che eseguono questo processo nelle ore notturne.

Per quanto concerne la sicurezza dei dati, di solito i providers provvedono a ridondare automaticamente i files salvati, in maniera da essere certi che se si verificasse un problema nell’archiviazione della sezione principale, sicuramente ne esisterà una copia speculare perfettamente funzionante.

Invece per la riservatezza dei dati, negli ultimi tempi si è arrivati all’uso di protocolli di cifratura e di autenticazione di notevole complessità e qualità, ma rispetto ad un sistema locale, non si ha mai la garanzia che qualche hacker non riesca ad “entrare” nel sistema, che comunque è su livelli molto elevati di sicurezza e spesso ci si dimentica che le misure di protezione dipendono anche dal modo in cui si utilizzano le risorse e dalla cura che abbiamo nella gestione delle password, dal tipo di antivirus, o di navigazione, ecc.

Il costo di un sistema di storage basato su cloud è sicuramente più flessibile, in quanto è possibile pagare per quanto realmente occupato ed aumentare o ridurre lo spazio di archiviazione in base ai dati da salvare.

A lungo andare il costo di questo sistema è più oneroso rispetto ad uno locale e tradizionale, ma i servizi che vengono offerti con il cloud sono di gran lunga superiori a quelli classici, sicurezza compresa.

Personalmente si ritiene che un sistema ibrido non inteso come tipologia di cloud, ma come strategia di storage è la migliore soluzione e risulta la più flessibile, dove per alcuni dati è possibile usufruire della memoria di archiviazione locale, mentre per moltissimi dati come listini, schede prodotto, ecc… che i collaboratori d’azienda potrebbero utilizzare, modificare, ecc., possono essere indirizzati su nuvole strutturate ad hoc e con livelli di gerarchia ben definiti, in base ai compiti e responsabilità aziendali.

Molte aziende in passato utilizzavano l’invio dei listini settimanali ai propri commerciali, con il cloud questo è superato, in quanto ogni persona può accedere in un’area dedicata della nuvola e prelevare tutti i files di proprio interesse ed essere certi che una volta modificati, ed utilizzati, ci sia una copia funzionante garantita!

Volutamente in questo articolo è stato affrontato il tipico problema delle PMI, che dispongono di pochi PC, stampanti, ecc., e pertanto l’uso di hard disk è limitato a qualche unità, ma spesso per esperienza i problemi di perdita di dati avviene proprio in queste realtà, che sono carenti sotto il profilo dell’infrastruttura informatica.

Come utilizzare il sistema cloud non solo per il backup

Una considerazione importante e degna di nota è quella dove in alcune realtà si utilizza ancora un sistema di archiviazione e di utilizzo di files in “real time” con modalità client-server.

Tale sistema è ormai obsoleto e superato ed obbliga ad avere risorse impegnate e non flessibili, che ai nostri tempi potrebbero essere sostituite da un cloud computing, che se fosse interfacciato correttamente con sistemi di backup sempre basato su cloud, si eviterebbe di impegnare banda utile che potrebbe essere utilizzata per la navigazione e soprattutto server inutili e non più performanti e che hanno un costo aziendale di acquisto e mantenimento considerevole e sicuramente non utilizzabile come quello descritto.

Ma per la scelta e per utili consigli su questo sistema, si rimanda ad un prossimo articolo dedicato al cloud computing, nel frattempo potete commentare e condividere questo articolo se vi sembra utile.

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