Software Complementare per il Processo Civile Telematico

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Pubblicato il 26 dicembre 2014 da Francesco Paternostro nella categoria Reti Informatiche - Nessun commento

Nell’articolo relativo all’uso dei principali strumenti per il processo civile telematico su Ubuntu abbiamo visto come installare il programma in grado di generare la busta telematica ed il software di firma digitale (limitato all’uso dei dispositivi USB) forniti da Lextel / Infocert nonché la configurazione del browser per l’accesso al sistema Polisweb e l’installazione delle macro complementari in LibreOffice.

software PCT Linux

Software Complementare PCT Linux

In questo articolo tratteremo del software complementare utile a completare la dotazione di base che abbiamo già visto.

Acquisizione e produzione dei documenti

Com’è noto, tutti i documenti che formano il fascicolo telematico devono essere in formato PDF e questi possono essere fondamentalmente di tre tipi:

  1. Documenti frutto della redazione di atti (ad esempio citazione, ricorso, procura alle liti, indice dei documenti);
  2. Documenti acquisiti dal formato cartaceo (allegati come fatture, certificati, fotografie ecc.);
  3. Documenti derivati già in formato PDF (ad esempio copia di sentenze o altri provvedimenti).

Per quanto riguarda la gestione dei primi (ad esclusione di quelli che espressamente richiedono la sottoscrizione della parte – N.B. che non dispone di uno strumento di firma digitale – ) nessun problema: sarà sufficiente esportarli direttamente in formato PDF dal software di word processing che utilizziamo abitualmente avendo particolare attenzione solo alla generazione dei link ipertestuali, quali ad esempio i richiami a documenti allegati o lo stesso indice dei documenti, links questi devono essere di tipo relativo (ad esempio ../documento.pdf) e non assoluto (ad esempio utente@computer:~/Documenti$/dichiarazione.pdf) in quanto non potrebbero essere gestiti dalla “consolle magistrato”.

Per quanto riguarda invece i documenti che devono essere acquisiti in formato digitale (del primo gruppo la procura alle liti) occorre dotarsi di un software apposito che garantisca il supporto a tutte le opzioni previste (ad esempio la possibilità di lettura OCR).

Restando sempre in ambiente Linux (ma non necessariamente Ubuntu) la mia personale scelta è stata Gscan2PDF. Questo software si interfaccia (tramite le librerie xsane) praticamente con qualunque scanner (sia foglio singolo che ad alimentazione automatica) ed oltre a consentire (a differenza di xsane ad esempio) l’acquisizione di più pagine e convertirle in un solo documento, consente l’installazione automatica del software OCR Cuneiform.

Generazione della nota di iscrizione al ruolo

A seconda del software (per le versioni open) che abbiamo installato, software che più che redattore sarebbe più corretto chiamare “imbustatore”, potremmo trovarci nella condizione di dover generare separatamente la nota di iscrizione al ruolo (documento NIR nel fascicolo telematico).

In questo caso è lo stesso Ministero a fornirci gratuitamente il software (eh si… cerca cerca qualcosa si trova), il software in questione, per differenti piattaforme, è disponibile nella sezione download del portale dei servizi telematici .

Se avete seguito la prima parte della guida, quindi siamo certamente in ambiente Linux Ubuntu, ed installato il software Java, dovrete effettuare il download della versione priva – appunto – del software Java. Per l’installazione (sempre in ambiente Linux Ubuntu) è necessario effettuare il download del pacchetto compresso, decomprimerlo e seguire queste istruzioni:

  • Effettuare il download del pacchetto “codice_a_barre_linux_senza_VM_3.02.zip”, la versione ovviamente in futuro potrebbe cambiare;
  • Decomprimerlo nella cartella di download (tipicamente Scaricati);
  • Rinominare (per semplicità) la cartella ottenuta in nir;
  • Aprire la finestra del terminale e portarsi nella cartella nir (“/Scaricati/nir“).

Fatto questo bisogna copiare ed incollare in sequenza nella finestra del terminale i seguenti comandi:

cat NIRSetup_Linux_senza_VM.bin | sed "s/export LD_ASSUME_KERNEL/#xport LD_ASSUME_KERNEL/"> NIRSetup_Linux_senza_VM.bin-MODIFICATO

chmod +x NIRSetup_Linux_senza_VM.bin-MODIFICATO

./NIRSetup_Linux_senza_VM.bin-MODIFICATO

Terminata l’installazione, nella nostra cartella Home sarà stata creata la cartella Nota Iscrizione Ruolo. Per lanciare il software sarà sufficiente (dalla finestra di Nautilus) un doppio click su “NotaIscrizioneRuolo.jar” (potremo creare anche un collegamento al desktop oppure inserirlo per comodità nel lanciatore).

Firma digitale e marcatura temporale in dispositivi diversi da Lextel ed Infocert

La questione fondamentale da tenere a mente è che praticamente tutti i software per la gestione dei dispositivi di firma (tranne poche eccezioni) non è altro che una GUI (interfaccia grafica per l’utente) personalizzata il cui scopo è quello di interfacciarsi con le librerie di gestione del dispositivo (quelle che ad esempio abbiamo utilizzato per la configurazione del browser Firefox).

E’ quindi possibile che l’interfaccia di un fornitore di servizi di certificazione funzioni anche con un dispositivo di firma rilasciato da altri. Questa osservazione è utile quando, ad esempio, la per la nostra distribuzione non viene rilasciato un pacchetto specifico: piuttosto che rinunciare possiamo provare a “far da soli”!

Quindi per quanto riguarda le librerie di gestione del dispositivo di firma (lettore di smart card e/o chiavetta USB) possiamo far riferimento al produttore, su Linux possiamo ottenere facilmente questa informazione collegando il dispositivo di firma e da terminare digitare il comando lsusb oppure avvalerci di quanto alcuni certificatori forniscono, ad esempio Aruba e Poste forniscono librerie specifiche per il download.

Per la configurazione specifica del software di firma dobbiamo essere invece essere “pazienti investigatori”. Il software di firma e gestione del dispositivo fornito da Aruba (ad esempio) può essere configurato per funzionare con una grande varietà di dispositivi ma qualcosa dobbiamo fare anche noi! Per utilizzare – sempre come esempio – Arubasign con un dispositivo Lextel/Infocert dovremo indicare (facendo riferimento alla parte precedente della guida) in “opzioni e parametri > avanzate” la libreria di riferimento (nella barra “usa questo dispositivo”) che abbiamo utilizzato nella configurazione del dispositivo di firma per Firefox mostrata nell’articolo precedente riguardante il PCT presente in questo sito internet e linkato all’inizio di questo articolo.

Ancora, per utilizzare correttamente il sistema di marcatura temporale, dovremo personalizzare il percorso del server di riferimento: per effettuare questa operazione (nella configurazione Aruba → Infocert) dovremo andare a “spulciare” i file di configurazione di Dike (“dike.ini” che ritroviamo anche nelle installazioni in ambiente Linux) e far riferimento all’URL indicato alla riga “MarcaturaURL”.

Gestione dell’archivio fascicoli

Alcuni fornitori di software per il PCT (Processo civile telematico) offrono (a pagamento ovviamente) un sistema di gestione/conservazione in cloud dei propri fascicoli. Ci sono soluzioni alternative con costi annuali complessivi più ragionevoli?; Si!

Personalmente utilizzo da molto tempo Google Drive (per la comodità offerta dall’integrazione con altri servizi Google) ad un costo veramente bassissimo. Per integrare Ubuntu (oppure OpenSuse) ho preferito qualcosa di diverso dalle possibili soluzioni native ed ho scelto il software InSync fin tanto che non è disponibile Google Drive per Linux, costa meno di 15 euro una tantum e senza vincoli di installazione in base la piattaforma, esso effettua in modo automatico la sincronizzazione di cartelle e/o singoli documenti verso Google Drive e viceversa, integrandosi sotto il profilo della sicurezza anche con il sistema di doppia autenticazione fornito da Google.

Creazione di un sistema di live e backup

Dopo questa immane fatica siamo riusciti ad avere un sistema Linux/Ubuntu perfettamente operativo nell’ambito del Processo Civile Telematico ma…. ma se si dovesse “impallare qualcosa”?

Ferma la necessità di procedere ad un backup periodico dei propri dati (un disco removibile di adeguata capacità ha oggi un costo decisamente basso… meglio se a stato solido – SSD -) è possibile generare facilmente una copia della propria installazione in modo tale d’avere a disposizione o un sistema live (cioè una distribuzione funzionante senza necessità di installazione) o una copia identica alla nostra pronta per l’installazione in caso di necessità o, ancora, entrambe.

Per realizzare questo scopo personalmente ho installato il software Systemback che tra i tanti è quello più semplice da utilizzare e con il quale è possibile creare una live del nostro sistema direttamente su chiavetta USB.

Se in fase di realizzazione selezioniamo anche il trasferimento dei file personali, avremo il backup direttamente utilizzabile del nostro pc.

Tutti pronti?; commentate con le vostre esperienze riguardanti il PCT, anche a costo zero con Linux e condividete l’articolo se vi sembra meritevole!

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