Startup e Tassazione, Qualche Elemento da Valutare

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Pubblicato il 01 giugno 2017 da Yuri Carlenzoli nella categoria Startup - Nessun commento

In questo articolo sono presenti dei consigli essenziali e non del tutto scontati riguardanti le startup o le nuove aziende e la tassazione presente in Italia, possono permettere di gestire meglio i soldi ed il flusso di cassa.

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Anche le startup pagano le tasse, ci sono cose essenziali che bisogna sapere.

Innanzitutto, la doverosa precisazione che devo fare prima di cominciare questo articolo è che in esso sono presenti suggerimenti per le startup e la tassazione Italiana che possono essere molto utili a startupper, derivati da esperienza personale diretta, ma, non sono un commercialista ed una consulenza fiscale la consiglio caldamente prima di avviare una startup, che è comunque un attività, anche se si potrebbe gestire in autonomia la parte fiscale un professionista ha più esperienza, logicamente.

Programma e fai investimenti ma pensa all’utile netto

La startup, come qualsiasi attività, anche se fossero minimi deve fare investimenti, questi garantiscono non solo di realizzare il prodotto o servizio proposto ma anche di migliorarlo, agevolarne la gestione, offrire un supporto maggiore ed altro.

Così come per il business plan per le startup che senz’ombra di dubbio è da fare, anche la programmazione degli investimenti è da fare, magari nel business plan, e bisogna necessariamente farli.

I problema principale è che, dato che sono costi d’impresa, detraibili, si potrebbe non valutare correttamente gli investimenti che si fanno e/o comprare più del necessario, questo non è un problema solamente perchè non tutto il costo verrà detratto dalle tasse ma anche perchè la tassazione non sarà sempre uguale.

Ovviamente prima di poter fare investimenti, anche in una startup, ed anche se sono stati ricevuti fondi o finanziamenti, bisogna farsi i conti in tasca e guardare l’utile netto che si ha a disposizione, la tassazione italiana inooltre potrebbe portare a far male i conti al primo anno d’inizio attività, anche dato che “nessuno nasce imparato”.

Pensa alle tasse del secondo e terzo anno

Per il primo anno di attività, infatti, si continuano ad accumulare ricavi fino al pagamento delle tasse, si può essere propensi a pensare che anche l’anno successivo la percentuale di tasse sia la medesima, può essere che non si valuta bene questo fattore.

Il fatto è che, una startup o nuova attività il primo anno di attività paga meno tasse, il secondo anno ne paga di più del terzo, i motivi sono semplici:

  • Il primo anno di attività non si pagano le tasse dell’anno prima;
  • Il secondo anno di attività si paga l’acconto delle tasse, più le tasse.

Queste cose non da tutti scontate possono far si che si spenda troppo il primo ed il secondo anno di attività, dato che il secondo anno di attività non si è ancora a regime ottimale con il flusso di cassa.

Tramite un esempio, con un cifra tonda esemplificativa del 50% di tasse e 50% di acconto delle stesse, 10000€ di fatturato annuo e 3000€ d’investimento annuale te lo mostro:

  • Il primo anno di attività l’ipotetica startup dovrebbe pagare 3500€ di tasse (il 50% di 10000€ meno 3000€);
  • Il secondo anno di attività, con il medesimo fatturato l’ipotetica startup dovrebbe pagare 7000€ di tasse, ovvero 3500€ di acconto e 3500€ di tassazione effettiva;
  • Il terzo anno di attività, seppur non sia la percentuale perfetta, in pratica, con i medesimi costi si pagherebbero 3500€ di tasse dato che l’anno precedente è stato pagato l’acconto delle tasse per l’anno in essere, il flusso di cassa comincerebbe a stabilizzarsi.

Occhio alle spese ed agli investimenti

In pratica, secondo l’esempio sopra stante, se il primo anno di attività s’investirebbero, ad esempio, 5000€ di fronte un fatturato di 10000€, seppur si pagherebbero 2500€ di tasse, il secondo anno il flusso di cassa (e l’utile) ne risentirebbe molto dato che si dovrebbero pagare comunque 5000€ di tasse (sempre se l’investimento è di 5000€) e l’utile netto del primo anno sarebbe solo di 2500€ (il fatturato meno gli investimenti o le spese meno le tasse).

Ovvero, non si avrebbe utile/guadagno da spendere, l’attività non renderebbe, e ciò è fondamentale.

Ovviamente ci sono le variabili quali il cambio di fatturato tra anno ed anno, la percentuale variabile delle detrazioni che è possibile fare (vedi super ammortamenti ad esempio) ed altre cose non tenute in considerazione, ma, come ho precisato ad inizio articolo non è un articolo scritto un commercialista, una consulenza fiscale fatta da un professionista la consiglio, ma, l’esempio seppur semplicistico dovrebbe rendere l’idea.

Suggerimenti

Se hai intenzione di aprire una nuova startup od attività, seppur non sia un “guru” di finanza o tassazione, e nemmeno voglio sembrarlo, per concludere questo articolo ti voglio dare qualche semplice suggerimento che può esserti utile per la gestione fiscale ed economica, ti possono evitare cattive sorprese:

  • Valuta anticipatamente il budget che puoi spendere e pensa di averlo prima, con lo stesso cerca già di coprire il primo anno, i ricavi saranno qualcosa in più;
  • Finché non hai un flusso di cassa regolare non comprare/investire più del necessario pensando magari “tanto lo scarico“;
  • Non investire troppo il primo anno di attività, ma, dato che la tassazione è minore investimenti per la crescita anche degli anni futuri (sito web, promozione, ecc.) falli che sono necessari, magari con il budget che già avevi e che hai programmato di spendere inizialmente.

Concludo questo articolo dicendo che, quanto scritto vuole solo mettere in guardia per come stanno le cose e dare suggerimenti, al contrario di quelli che mostrano solamente “casi di successo di startup” senza affrontare aspetti essenziali, che possono indurre le persone a lanciarsi in nuove attività per poi magari chiuderle.

Non pensi che sia giusto fare così?

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